« Dense di celidonie e di spineti / le rocce mi si drizzano davanti / come uno strano popolo d'atleti / pietrificato per virtù d'incanti... »  Gabriele D'Annunzio in visita a Villacidro nel 1882 scrive la poesia ispirata dalla cascata "Sa Spendula".

« Dense di celidonie e di spineti / le rocce mi si drizzano davanti / come uno strano popolo d'atleti / pietrificato per virtù d'incanti... » Gabriele D'Annunzio in visita a Villacidro nel 1882 scrive la poesia ispirata dalla cascata "Sa Spendula".

La gara, unica skyrace in Sardegna, assegnerà i titoli di campione regionale della disciplina.

Le Skyrace sono gare di corsa in montagna caratterizzate da importanti dislivelli e un notevole tasso tecnico.

La gara si svolgerà su un percorso ad anello che dal centro storico di Villacidro porterà gli atleti a raggiungere la cima delle montagne (nel pieno spirito dello skyrunning) che circondano il centro abitato e si sviluppa per 21 km con 1640 m di dislivello positivo. Il percorso è caratterizzato dalla netta prevalenza di stretti sentieri in alcuni casi decisamente tecnici e impegnativi, tratti su pietraia e panoramici passaggi in cresta. La partenza avverrà nel Lavatoio in stile Liberty simbolo della cittadina, si inizierà a salire quindi per strette viuzze e vicoli e dopo circa 700 metri, arrivati presso la Chiesetta Campestre della Madonna del Carmelo, lasciato il centro abitato imboccherete un sentiero che tra sali-scendi divertenti vi condurrà in breve tempo al parco di Castangias; attraversata la pineta circostante, ci sarà l'occasione per i più veloci di distendersi e riacquistare un buon ritmo negli 800 metri di strada sterrata che vi condurranno all'imbocco del sentiero per Monte Omu (Km 5, primo ristoro). D'ora in avanti, sino ai 600 metri finali, il percorso si svilupperà esclusivamente su single track. La prima vera asperità della giornata sarà la conquista di Monte Omu, in un Km e 300 m di D+ si arriverà in cima, a 600 m slm, alle spalle il paese, intorno a voi avrete il profilo del percorso che vi rimarrà da correre; inizierà quindi un panoramico passaggio in cresta e in leggera discesa, vi butterete sul lato Nord, percorrendo un traverso roccioso e molto tecnico, dove prestare particolare attenzione vista l'umidità presente sulle rocce in questo versante (alcuni tratti saranno presidiati e attrezzati con corde per rendere il passaggio degli atleti più sicuro). Giunti all'ottavo km nei pressi del muro della diga di Coxinas incontrerete i visi sorridenti dei volontari pronti a infondervi coraggio nel secondo ristoro della gara. Da qui si percorrerà il fondo ghiaioso del bacino, sino ad incrociare sul lato destro uno stretto sentiero che vi indicherà la via di ascesa a Monte Margiani. Il sentiero diverrà sempre più pendente, incrociato il letto di un piccolo torrente da percorrere per un breve tratto, arriverete al difuori della vegetazione su una pietraia, dove dovrete porre particolare attenzione per il rischio che qualche sasso possa rotolare. Avendo ormai a portata di sguardo la cima di Monte Margiani (860 m slm), dovrete impegnarvi sull'ultimo tratto roccioso e negli ultimi metri attraversare un balcone naturale, affacciato a strapiombo sul Campidano. Giunti in vetta, proseguirete per la cresta, circa 3 km che vi porteranno ai piedi dell'ultima asperità della giornata. Questo tratto che vi permetterà di recuperare un po' le forze, vi consentirà anche di guardarvi attorno e godere dello spettacolo offerto dalla corsa in natura con l'alternarsi di veloci tratti erbosi a tratti in cui dovrete fare "slalom" tra i lecci. Guadato un piccolo torrente, arrivati al 13° Km potrete approfittare dell'ultimo ristoro prima di affrontare l'ascesa sino alla cima di Santu Miali (1062 m slm). Dopo il ristoro, ormai immersi nel fitto bosco, si inizierà a salire e tornante dopo tornante, la vegetazione diventerà sempre più rada e bassa. Ormai sotto le cime maestose e arrotondate di Santu Miali, arrancherete consolati dal panorama e dall'intenso profumo di timo tipico dell'altopiano. Eccovi sul punto più alto della gara, battuto da un forte vento che vi convincerà a non fermarvi troppo ad ammirare il panorama (una visione a 360 gradi della Sardegna che nelle giornate limpide si spinge sino al golfo di Cagliari a Sud Est e a quello di Oristano a Nord Ovest), ma a buttarvi verso il sentiero che vi ricondurrà in Paese. Da qui inizierete gli ultimi 6 km (quasi esclusivamente in discesa), e chi dopo le fatiche affrontate avrà ancora energie potrà spenderle in questa lunga e veloce discesa. Avrete l'impressione di buttarvi a capofitto sul centro abitato che vedrete avvicinarsi sempre di più proprio sotto di voi, mentre attraverserete Genn'e Cannas, Cuccur'e Frissa, Cuccureddu. Giunti ormai all'ultimo Km, attraverserete la pineta che circonda la chiesetta campestre, veloci tornanti ed eccovi in quei viottoli percorsi qualche ora prima, ancora poche centinaia di metri e il traguardo tra applausi, sorrisi e abbracci sarà vostro.

 

Profilo Altimetrico

Mappa

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